Piccoli giocatori d´azzardo crescono con le baby slot machine

Non si vincono soldi, ma si accumulano punti per ritirare Ipad, orologi o piastre per capelli

  Pubblicato in data 22-05-2013

Dato che è proibito dalla legge non si vince denaro, ma la posta in gioco è comunque alta: a volte è un ipad. Tecnicamente non sono slot machine, ma poco ci manca. Si chiamano "ticket redemption", le macchinette che stanno spopolando nelle sale gioco tradizionali e che sono accessibili anche ai bambini. Ce ne sono di vario genere: alcune assomigliano molto ai classici flipper altre più a una roulette. Più si è fortunati e più la macchinetta sputa decine di ticket da un punto. Più punti si accumulano e più è prezioso il premio che si può ritirare. In palio ci sono di solito anche Mp3, pistole giocattolo, piastre per i capelli, orologi, collane e braccialetti di varia fattura. Ad accendere i riflettori sulle baby slot machine è Terre di mezzo - street magazine, che nel numero di maggio dedica all´argomento un articolo dal titolo "Bambini d´azzardo". "Quale probabilità ci sia di vincere l´Ipad non è dato saperlo.Che differenza c´è rispetto a una slot machine?" si chiede il mensile, che insieme a Legautonomie sta preparando una proposta di legge di iniziativa popolare per regolamentare tutto il mondo del gioco d´azzardo (non solo le slot, ma anche il gioco on line e la pubblicità). 

 Che non siano semplici giochi elettronici, se ne sono resi conto anche i genitori che portavano i loro figli a Mondobimbo, una struttura del comune di Firenze, gestita da un privato. Nell´agosto scorso sono comparse le ticket redemption, annunciate con grandi cartelli come "Gioca e vinci" o "Sfida la fortuna". Mamme e papà hanno protestato, perché i figli continuavano a chiedere soldi perché volevano giocarci per arrivare ad accumulare più ticket possibili. Alla fine il gestore le ha tolte, dopo che la vicenda stava per finire in consiglio comunale. 

 Nei centri commerciali le baby slot machine si stanno diffondendo sempre di più. "Non è detto che creino dipendenza -spiega, a Terre di mezzo, Matteo Iori, presidente del Conagga, il coordinamento nazionale dei gruppi per i giocatori d´azzardo-. Quel che mi preoccupa è il messaggio culturale: fin da piccoli si cerca di fidelizzarli a uno stile di vita che contempla il tentare la fortuna, il giocare per vincere qualcosa che abbia un valore monetario". Come a dire: cari bambini ora vi diamo i ticket, quando sarete grandi potrete vincere davvero, denaro sonante. (dp) 

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