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domenica 3 maggio 2009
Ecco cosa manca nel dl sicurezza.

Le associazioni a tutela dellŽinfanzia denunciano.

Ecco cosa manca nel dl sicurezza. Le norme riguardanti la pedofilia contenute nel decreto legge anti-stupri e per il reato di stalking approvato dal Parlamento sono ancora insufficienti e necessitano di fondamentali integrazioni. A lanciare lŽallarme sono, seppure con alcune differenze sul merito delle lacune, Meter, Telefono Arcobaleno e il Movimento per lŽInfanzia, associazioni da sempre impegnate nella lotta e il contrasto alla pedofilia e alla pedopornografia. Nel decreto mancano, tra le altre cose, lŽobbligo dellŽarresto per i pedofili che vengono trovati in flagranza di reato, il patrocinio gratuito dello Stato alle vittime di pedopornografia (eŽ stato inserito solo quello per le vittime di pedofilia) e maggiori risorse alle forze dellŽordine che si occupano di questo problema (come la Polizia postale). Ma sono assenti anche indicazioni specifiche che accelerino il varo dellŽOsservatorio nazionale contro la pedofilia e, soprattutto, una maggiore attenzione al fenomeno della pedofilia culturale.

"Il decreto- spiega Giovani Arena, presidente di Telefono Arcobaleno- contiene una norma di civiltaŽ che permette lŽaccesso al patrocinio gratuito dello Stato da parte delle vittime di pedofilia. Tuttavia, questo patrocinio non eŽ stato esteso alle vittime di pedopornografia". Un fenomeno, questŽultimo, "preoccupante- continua Arena- percheŽ nel nostro Paese sembra essere in atto un fenomeno culturale di ridimensionamento della pedopornografia che desta molte preoccupazioni".
Inoltre, continua Arena, nel decreto "si spostano le competenze dalle procure ordinarie a quelle distrettuali e si parla di una non meglio specificata necessitaŽ di specializzare in queste procure dei pool di magistrati che si occupino del problema. Questo- sottolinea il presidente di Telefono Arcobaleno- rallenta significativamente le indagini in un reato dove la prova eŽ estremamente volatile e dunque la celeritaŽ del procedimento eŽ fondamentale". Un terzo aspetto, prosegue, "riguarda il contrasto stridente tra la norma, e cioeŽ la pena minacciata, e quello che poi effettivamente accade nella pratica. Io mi trovo a seguire processi che sono ancora in primo grado e che riguardano fatti accaduti nel 2002. Che senso ha inasprire le pene- prosegue- se poi dopo anni siamo ancora nella fase iniziale del procedimento e gli autori del reato sono ancora in libera circolazione?".

Il presidente di Meter, don Fortunato di Noto, sottolinea quelle che considera alcune positivitaŽ nel decreto: "La norma sul patrocinio gratuito- spiega- eŽ un fatto positivo ed eŽ il risultato di nostre sollecitazioni".
Don di Noto smorza i toni della polemica di Telefono Arcobaleno sul problema del gratuito patrocinio pubblico alle vittime di pedofilia: "Mettere il patrocinio per le vittime di pedofilia- dice- significa metterlo anche per le vittime della pedopornografia", e sulle competenze delle procure distrettuali: "EŽ la recezione di una normativa comunitaria ed eŽ un miglioramente dellŽazione della magistratura su questo tema". Ma non rinuncia a porre lŽaccento su alcuni temi importanti che sono completamente assenti dal decreto e che sarebbe necessario integrare. Primo fra tutti, la necessitaŽ di rimediare alla mancanza dellŽobbligatorietaŽ dellŽarresto in flagranza per i pedofili: "QuestŽaspetto- spiega don Di Noto- deve essere affrontato e noi come Meter siamo assolutamentre favorevoli a che tale arresto sia obbligatorio come avviene per gli autori di violenza sessuale ai danni delle donne".

Ma ci sono anche altri due aspetti che sarebbe necessario recuperare nella normativa: "Prima di tutto- spiega- serve una maggiore attenzione al fenomeno della cosiddetta pedofilia culturale. Bisogna mettere in campo azioni di contrasto anche allŽapologia del reato e non solo al reato stesso". In secondo luogo, "eŽ assolutamente necessario dare piuŽ risorse alle forza dellŽordine che si occupano di questo problema percheŽ il problema eŽ che non bastano le leggi, ma bisogna anche applicarle".
Infine, dice ancora don Di Noto, "mi piacerebbe che si facesse qualcosa per accelerare lŽattuazione dellŽOsservatorio nazionale per il contrasto alla pedofilia percheŽ sinora eŽ rimasto ancora sulla Carta".

Sulla necessitaŽ dellŽarresto in flagranza di reato e della mancanza di patrocinio anche per le vittime di pedopornografia insiste invece il presidente del Movimento per lŽInfanzia, Andrea Coffari: "Credo che la cosa piuŽ importante e grave assente dal dl sicurezza riguardo alla pedofilia sia la mancanza dellŽobbligatorietaŽ dellŽarresto in fragranza per il pedofilo. Questo vuol dire che se si scopre un pedofilo che sta abusando di un bambino lŽarresto non eŽ obbligatorio ma eŽ ad arbitrio dei giudici. E questo eŽ inaccettabile". Inoltre, il Movimento per lŽInfanzia sottolinea anche "come sarebbe necessario sollecitare lŽattuazione dellŽavvocato dei minori. Da cinque anni- spiega Coffari- cŽeŽ una norma che prevede che i bambini abbiano diritto ad un avvocato specifico percheŽ hanno una posizione giuridica unica e specifica che non puoŽ essere equiparata a quella degli adulti. Attualmente- conclude il presidente del Movimento per lŽInfanzia- questa norma eŽ ancora lettera mora. Non eŽ applicata neŽ eŽ decollata nei tribunali...".
 
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