MERCOLED╠ 27 NOVEMBRE 2013

Affido esclusivo al padre con collocamento delle figlie all´estero presso la nonna se la mamma dà prova d´instabilità affettiva


Il mantenimento di una medesima linea guida nell´educazione risponde agli interessi delle minori. Irrilevante la capacità genitoriale della donna


Legittimo l’affidamento esclusivo delle figlie minori al padre, con collocamento delle bambine all’estero presso la nonna, se la mamma ha dato prova di una certa instabilità affettiva. Il provvedimento, adottato nell’interesse delle minori che vivono stabilmente in un altro Paese, tende infatti a garantire la medesima linea guida nell’educazione delle piccole evitando inutili contrasti tra i genitori. Non assume alcun peso, ai fini della concessione dell’affido condiviso, la circostanza che la capacità genitoriale della donna non sia stata messa in discussione. Lo ha affermato la prima sezione civile della Cassazione con la sentenza 26122 di oggi che ha respinto il ricorso di una mamma italiana nei confronti del proprio compagno argentino.

I genitori, non coniugati, avevano avuto due figlie naturali che, a seguito della crisi della coppia, sono state affidate in via esclusiva al padre, fermo restando il loro collocamento presso la nonna paterna in Argentina, mentre i genitori rimanevano entrambi in Italia.

Il tribunale per i minorenni ha fondato la decisione sul rilievo che il padre presentava una maggiore affidabilità avendo creato un nuovo nucleo familiare del tutto idoneo, anche sotto il profilo logistico, ad accogliere le figlie, La mamma, invece, era stata ritenuta non idonea avendo «dato prova di una certa instabilità affettiva, concependo altri figli con uomini diversi, senza instaurare alcun rapporto duraturo».

La corte d’appello, pur non sottovalutando la capacità genitoriale della signora, ha tuttavia confermato la decisione con la motivazione che il regime di affidamento condiviso non appariva concretamente realizzabile finché le minori rimanevano in Argentina presso i nonni paterni.

La vertenza è giunta quindi in Cassazione dove la donna ha sostenuto che, stante la sua riconosciuta capacità genitoriale, i giudici avrebbero dovuto privilegiare l’affido condiviso così come previsto dalla legge.

La Cassazione, al contrario, ha stabilito che, indipendentemente dalla capacità genitoriale della ricorrente, è legittima la scelta operata dalla Corte d’appello che ha posto in evidenza la peculiarità della situazione delle minori che vivono stabilmente in Argentina. In questa circostanza, ha concluso il collegio, l’affido esclusivo al padre appare maggiormente corrispondente agli interessi delle minori, che mantengono così una medesima linea guida nella loro educazione, senza inutili e soprattutto dannosi, possibili contrasti.