Genitori giocattolai fai-da-te per i figli disabili, il “catalogo” sul web

On line i consigli e i dubbi delle tante famiglie che hanno modificato o costruito i giochi per i propri bambini

  Pubblicato in data 24-05-2013

L’ALTALENA DI FRANCESCA ha un sostegno che le sorregge schiena e testa: l’ha costruita suo nonno modificando un normale seggiolino per adattarlo alla sua crescita. Il deambulatore di Leonardo è una Ferrari dal design innovativo,  mentre la moto senza pedali, che i genitori hanno realizzato per Alberto, è superaccessoriata con sirene, clacson, fanali e chiavi. Sono tante le famiglie che hanno modificato o immaginato e poi costruito i giochi per i propri bambini, correggendoli in base al tipo di disabilità oltre che a esigenze individuali in continuo cambiamento. Pensandoli anche capaci di allenare, riabilitare e valorizzare le competenze. Per loro c’è ora la possibilità di condividere successi e difficoltà grazie all´associazione ´´Gioco anch’io´´, che ha sede a Villafranca di Verona e che ha messo in rete un “catalogo” di giochi fai-da-te. Una possibilità di condivisione importante per genitori, ma anche per terapisti, che offre stimoli e suggerimenti pratici. “Il gioco – spiega la presidente Fosca Franzosi, fisioterapista neurologica da 33 anni – è uno strumento di terapia ed è l’unica via d’accesso al mondo del bambino”. Da questa convinzione è nato nel 2004 un gruppo di studio, formato da fisioterapisti, operatori di assistenza scolastica, psicopedagogisti, fisiatri e insegnanti, che nell’anno successivo si è trasformato nell’associazione “Gioco anch’io”, per promuovere il gioco per tutti, con particolare attenzione ai bambini disabili. Ma vengono anche organizzati incontri,  eventi formativi e una grande festa annuale in occasione della Giornata del gioco, che cade il 28 maggio. 

Molti giocattoli in commercio sono già accessibili e adatti a problematiche che interessano i cinque sensi. Negli anni sta anche crescendo la sensibilità dei progettisti e dei costruttori. Ma per alcuni genitori questo non basta. La mamma e il papà di Alberto, come raccontano on line, hanno ideato e costruito una moto perché non riuscivano a reperire in commercio un articolo simile ai tradizionali trenino (senza pedali) o coccinella che potesse sostenere il peso del loro bambino, di misure tali da rendergli agevole il movimento e insieme rinforzargli la muscolatura del polpaccio. Così hanno progettato un veicolo speciale utilizzando materiale facilmente reperibile: le ruote, per esempio, sono pezzi di carrelli usati nell´industria meccanica. Anche l’altalena di Francesca è nata per rispondere alle esigenze più specifiche della bambina e al suo sviluppo. Se ne occupa il numero di maggio di Superabile Magazine, la rivista dell’Inail dedicata alla disabilità.

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