Da tablet e smartphone "nuovo assalto all´infanzia"

L´allarme lanciato dal pedagogista Daniele Novara (Cppp) contro le applicazioni progettate per bambini della fascia 0-6 anni

  Pubblicato in data 22-05-2013

E’ un “allarme rosso”, che vuole richiamare alla massima allerta, quello sul rapporto tra videoschermi e prima infanzia che lancia oggi Daniele Novara, pedagogista e direttore del Centro psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti, sul sito del Centro. Il richiamo è alla “produzione di applicazioni per videoschermi (tablet o smartphone; ma anche videogiochi di ogni genere e natura, alcuni definiti “educativi”) progettate apposta per bambini e bambine della fascia 0-6 anni”, produzione che anche in Italia si sta sempre più diffondendo. “Applicazioni sempre più raffinate per bambini sempre più piccoli – commenta Novara -, accompagnate, a raffica, da dichiarazioni di presunti esperti di giochi infantili a sostegno di questo davvero discutibile e nuovo assalto all´infanzia”. 

Come pedagogista – scrive Novara – “mi preme ricordare alcune questioni che da sempre ritengo essenziali: 1. Non tutto quello che il mercato propone come innovativo è legittimo. Né tantomeno educativo. Le bambole Bratz (con la loro marcata accentuazione dei tratti erotizzanti) ne sono state un esempio piuttosto imbarazzante. La tv per i neonati altrettanto. 2. Nella prima infanzia, cioè fino a 6 anni, la crescita e l´apprendimento si basano su elementi sensoriali indispensabili: muoversi, toccare, sperimentare concretamente, giocare scambiandosi ruoli con gli altri bambini, sporcarsi e utilizzare materiali primari di ogni tipo (terra, acqua, farina, sabbia) ed elementi naturali (erba, piante, frutti, ecc). Affermare che un videoschermo possa sostituire tutto questo, è privo di scientificità oltre che pericoloso per lo sviluppo dei bambini.

3. I videogiochi infantili agiscono profondamente sui processi neuronali agganciandosi in particolare alle aree cerebrali del piacere. Possono creare vere e proprie dipendenze. Un bambino che appena sveglio cerca ossessivamente di utilizzare un videoschermo potrebbe già star mostrando quelli che sono i segnali di un´astinenza notturna”. 

Per questo va limitato moltissimo l´utilizzo dei videoschermi per tutti i bambini e le bambine nella fascia d´età che precede l´apprendimento di lettura e scrittura: 20/30 minuti al massimo durante una giornata. “Sono sempre più convinto – conclude Novara - che, anche in presenza della grave crisi economica attuale, la frequenza del nido e della scuola dell´infanzia resti un presidio pedagogico importantissimo contro le derive, in alcuni casi di difficile gestione, che portano i bambini a passare il tempo in compagnia di videoschermi: un atto di profonda responsabilità nei confronti delle nuove generazioni”. (ep) 

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