Al tribunale dei minori la causa sulla decadenza dalla potestà instaurata prima della separazione o del divorzio

La sesta sezione civile fa luce sulle norme magmatiche introdotte con la riforma del 2012: l´interesse del bambino prevale su qualunque disposizione

  Pubblicato in data 15-10-2014

Spetta al tribunale dei minori decidere sulla decadenza o la limitazione della potestà genitoriale instaurata prima del giudizio di separazione o divorzio. A fare luce sulle norme controverse contenute nella riforma del 2012, è la sesta sezione civile della Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 21633 del 14 ottobre 2014, ha dichiarato la competenza del Tribunale specializzato, mettendo al centro della questione l’esclusivo interesse del bambino (cfr. “La Cassazione chiarirà chi decide se dopo il giudizio de potestate sul minore i genitori vogliono separarsi”, pubblicata il 25 settembre).

Le norme approvate due anni fa hanno creato non pochi problemi interpretativi. È la stessa Corte a sollevare dubbi sulla chiarezza della riforma. Ciononostante per gli Ermellini, ragioni di economia processuale e di tutela dell´interesse superiore del minore che trovano riscontro nelle disposizioni costituzionali (art. 111 Cost.) e sopranazionali (art. 8 C.E.D.U. e art. 24 Carta dei diritti fondamentali dell´Unione´ Europea) impediscono una interpretazione della disposizione dell´art. 38 che vanifichi il percorso processuale svolto, a seguito di una domanda ex art. 333 c.c., davanti al Tribunale per i minorenni anteriormente alla proposizione del giudizio di separazione o divorzio da parte dei genitori. Così come si dimostrano inconciliabili con una interpretazione della citata norma che renda possibile l´uso strumentale del processo al fine di spostare la competenza. 

È il caso di una bambina. Il padre si era rivolto al Tribunale dei minori di Campobasso per ottenere una limitazione della potestà della madre. Lei aveva sollevato, dopo aver instaurato la causa di separazione, eccezione di incompetenza in virtù della legge 219 del 2012. I giudici di merito hanno respinto l’istanza con una decisione oggi confermata in sede di legittimità.