Separazione e divorzio: l'incidenza dei figli di altre unioni nella determinazione dei contributi economici

Incidenza del nuovo familiare dell'obbligato e assegno di mantenimento per i figli

  Pubblicato in data 04-07-2017

art. 337   ter   comma 4  c.c. 

art. 337   ter   comma 4  c.c. stabilisce che i genitori debbano provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito. In caso di mancato accordo, spetta al Giudice stabilire la misura dell'assegno di mantenimento che dovrà essere determinato rispettando il principio di proporzionalità e tenendo in debita considerazione: le esigenze attuali del figlio, il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori, i tempi di permanenza con ciascun genitore, la valenza dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.

La giurisprudenza di legittimità ha stabilito che nella valutazione della capacità patrimoniale del genitore non possa essere trascurato l'obbligo di natura economica che grava sullo stesso genitore nei confronti di altro figlio nato fuori dall'unione ( Cass. Civ., 16 maggio 2005 , n. 10197;  Cass.  civ., 30 novembre 2007, n.  25010;  Cass. civ. , 22 marzo 2012, n. 4551). Sul punto, tuttavia, vi è contrasto nella giurisprudenza di merito, non sempre orientata in senso favorevole a quanto appena precisato ( TribModena, 16 marzo 2011).

La presenza di figli di altre unioni del coniuge onerato potrebbe rilevare non solo in sede di separazione e di divorzio, ma anche nei giudizi di modifica ex  art 710 c.p.c. o  ex  art. 9 . n.  898/ 19  70.

In detti giudizi, il Giudice, può su istanza di parte, disporre la modifica dei provvedimenti pronunciati rebus sic stantibussolo in presenza di giustificati motivi sopravvenuti, tra i quali rientrano proprio i sopravvenuti oneri familiari dell'obbligato; ma ciò non vale come regola generale e automatica ma solo allorché i nuovi oneri familiari abbiano determinato un reale depauperamento delle sostanze o della capacità patrimoniale dell'obbligato, apprezzato all'esito di una rinnovata valutazione comparativa della situazione delle parti.( Cass. civ.,  24 gennaio 2008, n. 1595).