Progetto “Alternative Tracks- integrated approach to minors offenders and their families”

a cura di Michele Corriero (Presidente UNICEF Puglia) e Michele Bulzis (Coop. sociale Eughenia) - Giudici onorari Tribunale per i Minorenni di Bari

  Pubblicato in data 26-02-2016

Si è concluso il  Progetto “ALTERNATIVE TRACKS – integrated approach to minors offenders and their families”, candidato dalla Cooperativa Eughenia nell’ambito del Bando per Progetti 2013 del Programma Europeo “Criminal Justice”, approvato e finanziato dalla Commissione Europea DG Giustizia. La Commissione europea, approvando il progetto “Alternative tracks”, ha considerato best practice, da esportare e mutuare in altri paesi, l’esperienza professionale della Cooperativa sociale Eughenia di Bitonto nella gestione decennale di centri socio-educativo diurni per minori, ed in particolare della sperimentazione effettuata per quei ragazzi entrati nel circuito penale italiano e seguito dal Centro Giustizia minorile della Puglia. La sperimentazione dalla Cooperativa sociale Eughenia di Bitonto ha dato un contributo fondamentale alla realizzazione del Progetto, sia per l’esperienza di gestione del  centro diurno, che si occupa di minori a rischio devianza e minori dell’area penale, che per la partnership con il Centro di Giustizia Minorile della Puglia che con il Comune di Bitonto.

Questa esperienza italiana, insieme alle migliori pratiche individuate nella fase di ricerca comparata con le altre realtà Europee è servita a sviluppare un protocollo di lavoro e la realizzazione di un Vademecum operativo, validato a livello Europeo ed adattabile alle specificità locali come strumento strategico di sviluppo teorico-pratico. Il progetto si è realizzato in 24 mesi e ed ha coinvolto diversi partner italiani: Il Centro per la Giustizia Minorile per la Puglia, la Cooperativa sociale C.R.I.S.I. (Bari), la Cooperativa sociale C.R.E.A. (Bari) e la Cooperativa Sociale Occupazione e Solidarietà (Bari) e partner europei: Misit Mediere (Romania), NGO My World (Bulgaria), Health Psychology Management (UK), MEMORIA (Portogallo), ΑΝΑDRASIS (Grecia).

L’obbiettivo del progetto “MISURE ALTERNATIVE - Approccio integrato a favore di minori autori di reato e delle loro famiglie” è  stato di quello di rispondere a due esigenze concrete ed emergenti a livello europeo: la prima riguarda i bisogni dei minori entrati nel sistema della giustizia minorile con particolare attenzione alla loro tutela, alle loro capacità personali e al loro futuro; la seconda, di respiro globale, riguarda la necessità di creare un sistema positivo di azioni alternative alla limitazione della libertà dei minori autori di reato, che tenga conto anche delle loro famiglie, delle vittime e delle prospettive territoriali, personali e sociali.

L’attività progettuale è stata orientata all’individuazione ed alla sperimentazione di interventi concreti per ridurre la devianza e la criminalità minorile, il rischio di possibili aggravamenti di misura cautelare e/o recidiva, promuovere l’educazione alla legalità attraverso l’applicazione di azioni concrete di programmi alternativi alla detenzione o al collocamento in strutture comunitarie. Una valida alternativa e possibilità di cambiamento per tutti i minori entrati nel circuito penale e validi strumenti operativi per tutti gli operatori che entrano nel lavoro con i minori devianti e le loro famiglie.

Il processo, che ha portato alla realizzazione dei risultati ed al consolidarsi  e diffondersi di nuove competenze, saperi e strumenti, ha visto una prima fase dedicata alla ricerca comparata tra i diversi partner Europei, una ricerca che ha messo in evidenza i diversi approcci della giustizia minorile, (dalle legislazioni, agli organismi di tutela e protezione, ai professionisti, alle esperienze di buone pratiche nella giustizia minorile,…) la ricchezza di questa comparazione ha permesso di individuare dei fattori comuni, di criticità e di risorsa da poter utilizzare con i minori dell’area penale, delle famiglie e degli stessi operatori della Giustizia minorile.

L’attenzione all’area penale minorile, è stata orientata a costruire e fornire alternative concrete al carcere, e strumenti concreti di inclusione sociale, educativa e formativa, ed offrire risposte più adeguate alle vittime e familiari.

 

È stato creato un Vademecum, con un respiro Europeo che fa riferimento ai Principi fondamentali ed alle pratiche che si usano, o che si dovrebbero usare, in tutti i sistemi della giustizia minorile Internazionale ed in Europa in particolare. Il Vademecum è anche il prodotto della ricerca comparata sui sistemi penali minorili e sulle buone prassi utilizzate per tutelare e garantire ai minori, entrati nel circuito penale, il riconoscimento dei propri diritti di tutela e protezione, sia pur nella logica della responsabilità e della sanzione.

La scelta di dare un taglio Europeo al Vademecum è stata dettata proprio dal un bisogno emerso dalla ricerca stessa e dalla studio comparato: quella di facilitare e sviluppare una logica di appartenenza Europea alla politica organica sulla giustizia minorile, non solo per Principi ma soprattutto per prassi e buone prassi utilizzate.

Infatti, il fenomeno della devianza e del sistema penale minorile di alcuni paesi Europei (Italia, Inghilterra, Portogallo, Grecia, Bulgaria e Romania) rappresenta una dimensione complessa ed articolata, che riprende, in buona sostanza, elementi culturali, storici e sociali che in parte si diversificano da Paese a Paese.

Il Vademecum parte dalla considerazione che l’Unione Europea rappresenta una traccia ed un indirizzo fondamentale e inevitabile anche in materia di diritti fondamentali per l’infanzia e l’adolescenza, ed in particolare per i minori, di età imputabile, entrati nell’esperienza del processo penale minorile.

 

Alla luce dell’esperienza della ricerca effettuata emerge come ci siano nei singoli stati (quelli coinvolti nelle Ricerca) se pur con un approccio comune Europeo, una diversità di politica e di gestione della giustizia minorile. Per cui, in alcuni contesti nazionali sono forniti più dati statistici riguardo al trattamento dei minori entrati in conflitto con la legge, che pratiche di prevenzione e di pene alternative.

Tuttavia, risulta chiaro che , malgrado importanti prassi giuridiche e di inclusione socio educativa e preventiva  siano state attivate nel panorama europeo, molto lavoro bisogna ancora fare per garantire la sostenibilità delle buone prassi e, in quelle nazioni, dove più giovane è il processo democratico e dove il sistema della giustizia minorile si scontra con problematiche di natura economica, socio-culturale ed educativa, fare un ulteriore investimento sullo scambio delle buone prassi e sulla comparazione dei sistemi nazionali di giustizia minorile (per esempio più che l’attuazione di misure restrittive della libertà  si dovrebbe investire sulle misure alternative come la diversion e la giustizia riparativa, pratiche ancora non pienamente diffuse).

 

Considerando che a livello Europeo ed Internazionale siano stati efficacemente definiti principi fondamentali sulla giustizia minorile in senso ampio e diffuso, non si può ancora dire che tale sistema di giustizia sia sempre a misura  e garanzia dei minori,  fino a quando un cambiamento concreto, valutabile e sostenibile  non entri nella pratica dei singoli Stati e delle organizzazioni in maniera più consapevole e prioritaria.

Tali indicazioni e spunti di riflessione sono rivolti: agli enti di gestione ed organizzazione della giustizia minorile, alle strutture e sevizi che si occupano di protezione tutela e garanzia di diritti per i minorenni coinvolti nel sistema della giustizia penale, come indagati, condannati o testimoni, ai diversi Professionisti che lavorano nella giustizia minorile, ai minori stessi.

Il Vademecum è stato applicato in Due comunità residenziali per minori dell’area penale ed un Centro diurno sperimentale per minori del penale, inoltre applicato ad un Centro per minori in Bulgaria e Romania.

Il progetto, in generale è diventata una buona pratica ed un modello di confronto e di applicazione di metodologie e strumenti alternativi alla detenzione.

I risultati hanno raggiunto un numero consistente di operatori del settore e non solo: circa 70 operatori della Giustizia minorile (magistrati ordinari e onorari, avvocati, tutori,..), circa 90 social Worker (assistenti sociali, educatori, psicologi, pedagogisti,..), inoltre sono stati coinvolti minori e famiglie in un processo di condivisione critica  dell’esperienza deviante e della relativa individuazione delle opportunità e delle professionalità che possono essere di supporto all’inclusione ed al rischio di recidiva.