Nullo il procedimento di adozione se non partecipano i genitori

Sono litisconsorti necessari dell´intero iter giudiziario anche se gli è stata tolta la potestà

  Pubblicato in data 06-07-2015

È necessaria la presenza dei genitori, anche senza potestà, all´intero giudizio per rendere efficace il procedimento di adozione del minore, visto che sono parti necessarie e formali dell´intero procedimento quindi di litisconsorti necessari.Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza 24482 del 30 ottobre 2013, ha rinviato al Tribunale dei minorenni di Bologna il punto in cui la difesa ha denunciato il difetto di integrità del contraddittorio per la mancata partecipazione al giudizio dei genitori.

La prima sezione civile ha ribaltato sul punto il giudizio della Corte bolognese ritenendo nullo l´intero giudizio in relazione alla mancata presenza, quali litisconsorti necessari, dei genitori dei minori: il procedimento deve svolgersi sin dall´inizio con l´assistenza legale dei genitori, i quali devono essere avvertiti dell´apertura della procedura, essere invitati a nominare un difensore, essere informati della nomina di un difensore d´ufficio per il caso che non vi provvedano, ed ancora che gli stessi, assistiti dal difensore, possono partecipare in primo grado a tutti gli accertamenti disposti dal Tribunale e debbono essere sentiti e ricevere la comunicazione dei provvedimenti adottati, nonché possono presentare istanze anche istruttorie e prendere visione ed estrarre copia degli atti contenuti nel fascicolo previa autorizzazione del giudice, e devono ricevere la notificazione per esteso della sentenza, con contestuale avviso del loro diritto di proporre impugnazione.

Insomma, ai genitori del minore una legittimazione autonoma connessa a un´intensa serie di poteri, facoltà e diritti processuali, è atta a fare assumere loro la veste di parti necessarie e formali dell´intero procedimento di adattabilità e, quindi, di litisconsorti necessari pure nel giudizio d´appello, quand´anche in primo grado non si siano costituiti, con conseguente necessità di integrare il contraddittorio nei loro confronti, ove non abbiano proposto il gravame. La necessaria partecipazione dei genitori al procedimento in esame non può escludersi neppure in relazione al genitore nei cui confronti sia stata pronunciata la decadenza dalla potestà sul figlio ex art. 330 Cc: il predetto è legittimato a opporsi alla dichiarazione dello stato di adattabilità del medesimo, stante il suo interesse a evitare le diverse, più incisive e definitive conseguenze dell´adozione, cui la detta dichiarazione è preordinata, e che implicano, oltre la perdita della potestà, il venir meno di ogni rapporto nei riguardi del figlio.