No alle spese straordinarie incluse a forfait nell’assegno perché si rischia di penalizzare i figli

Determinare a priori esborsi che per natura non sono prevedibili né quantificabili può risolversi nel privare i minori di apporti importanti se il genitore beneficiario non ha i mezzi per fronteggiarli

  Pubblicato in data 02-03-2017

Includere in via forfettaria sull’assegno le spese straordinarie impreviste e non quantificabili in anticipo significa privare, potenzialmente, la prole di importanti apporti (ad esempio, frequentare uno sport o partecipare a una gita scolastica) laddove il genitore beneficiario non abbia sufficienti risorse economiche per fronteggiare tali costi. Lo stabilisce il Tribunale di Trento con la sentenza 873/16, pubblicata dalla sezione civile.

Il giudice accoglie le richieste di una donna in sede di separazione, tra cui l’addebito al marito, responsabile di aver avuto due relazioni extraconiugali. Le figlie, nate dall’unione, vengono affidate a entrambi i genitori, con collocazione prevalente presso la madre, ma il punto sicuramente più interessante della vicenda riguarda la ripartizione delle spese straordinarie in favore delle minori. A tal proposito, messe a confronto le situazione reddituali dei genitori, emergeva una netta disparità: lei, insegnante con contratto a tempo determinato, aveva lavorato inizialmente a tempo pieno, poi, con orario ridotto con la conseguente diminuzione dello stipendio; a ciò si aggiungevano le spese del canone di locazione (più di 500 euro); diversa la situazione patrimoniale dell’ex, medico di base e libero professionista che poteva contare su un reddito più elevato. Considerata «l’apprezzabile disparità reddituale tra le parti», il tribunale dispone un contributo mensile di 400 euro in favore della donna, oltre all’ordinario 50 per cento delle spese straordinarie a carico di entrambi.

Per esborsi straordinari vanno considerati non solo quelli destinati «a far fronte ad eventi imprevedibili ed eccezionali, ma anche quelli non quantificabili e determinabili in anticipo o comunque di apprezzabile importo rispetto alle capacità economiche dei genitori». Pertanto, la scelta di includere le spese straordinarie non determinabili da subito «in via forfetaria nell’ammontare dell’assegno ordinario potrebbe privare la prole di indispensabili apporti, ove il genitore beneficiario del detto assegno sia privo di adeguate risorse patrimoniali, e quindi rivelarsi in contrasto con il principio di proporzionalità sancito dall’articolo 337 ter Cc. e con quello dell’adeguatezza del mantenimento». Il tribunale, sulla base di tali considerazioni dispone, a carico dell’ex coniuge, un contributo di mantenimento per le figlie (mille euro), un assegno in favore della donna (400 euro) e il 50 per cento delle spese straordinarie a carico di entrambi i genitori.