Negoziazione assistita fra coniugi, bastano i legali senza il notaio per la cessione dell’immobile

Il placet del pm equipara a un provvedimento giudiziario l’accordo della coppia che si lascia

  Pubblicato in data 21-03-2017

Nella negoziazione assistita fra i coniugi che si separano può ben scattare la cessione di un immobile con il solo accordo curato dai rispettivi avvocati, senza che si renda necessario l’intervento del notaio. Pesa la peculiarità della procedura prevista dall’articolo 6 del decreto legge 132/14: quando la convenzione sottoscritta dalla coppia che si lascia ottiene il nulla osta o l’autorizzazione del pm, produce gli stessi effetti del provvedimento giudiziale. E dunque costituisce titolo per la trascrizione senza che debba intervenire un «pubblico ufficiale» ad autenticare le sottoscrizioni, come per gli altri casi di negoziazione assistita di cui al precedente articolo 5 del provvedimento. È quanto emerge da un decreto pubblicato il 17 marzo dalla sezione volontaria giurisdizione del tribunale di Pordenone (presidente e relatore Gaetano Appierto).

Secundum constitutionem
Accolto il ricorso redatto dalle avvocate Maria Antonia Pili e Graziella Cantiello, entrambe dell’Aiaf, l’associazione avvocati famiglia e minori. Il giudice ordina al conservatore dei registri immobiliari di procedere alla trascrizione senza la “certificazione” delle trascrizioni del notaio di cui all’articolo 5, comma terzo, del decreto legge 132/14. Tra le condizioni della separazione, nella specie, è previsto il trasferimento del 50 per cento dell’immobile dal marito alla moglie comproprietaria, che così ne diventa titolare esclusiva. La coppia non ha figli ed è tutto più semplice: ottiene in breve dal procuratore della Repubblica il nulla osta ex articolo 6, comma secondo, del dl 132/14. Il rifiuto di trascrivere la cessione immobiliare è motivato dal conservatore del registro sul rilievo che mancherebbe «l’autenticazione prevista dalla legge». Ma è un’interpretazione costituzionalmente orientata che consente di escludere la necessità d’intervento del notaio nella negoziazione assistito in materia di famiglia. Se l’articolo 2657 Cc indica «la sentenza» di un giudice fra i requisiti alternativi per la trascrizione, ci sono tuttavia altri provvedimenti del giudice che non hanno forma di «sentenza» e che comune consentono al conservatore di procedere: il decreto di trasferimento del bene espropriato ex articolo 586 Cpc e l’ordinanza che dichiara esecutivo il progetto di divisione ex articolo 789 Cpc. Senza dimenticare il lodo arbitrale, che presenta molte analogie con la negoziazione assistita e pure ha gli stessi effetti della sentenza di un giudice, in forza dell’articolo 824 bis Cpc: reso esecutivo dal decreto del tribunale, il lodo è soggetto a trascrizione senza ulteriori autenticazioni.