Le ingerenze dei suoceri nella vita della coppia creano disagio ma non fanno scattare l’addebito

Respinte le richieste di entrambi i coniugi: non provata la relazione extraconiugale dell’uomo, che pure ha difficoltà a vivere nella casa in comodato e passa buona parte della giornata con i genitori

  Pubblicato in data 01-03-2017

Non scatta l’addebito della separazione a carico dell’ex nonostante le ingerenze dei genitori nella vita di coppia che mettono a disagio il coniuge. È quanto ha sancito il tribunale di Napoli con la sentenza 488/16, pubblicata dalla prima sezione civile.Il giudice campano stabilisce la separazione tra i coniugi senza addebito e un assegno di mantenimento a carico dell’onerato, maresciallo, in favore della ex (800 euro) e per la figlia (600 euro).

Una donna chiedeva al giudice di pronunciare la separazione nei confronti del coniuge con dichiarazione di addebito, per aver intrapreso una relazione extraconiugale prima di allontanarsi dalla casa coniugale. Come si legge nelle motivazioni del tribunale, tale presunta relazione non trova riscontro diretto perché nessuno dei testi sentiti afferma di aver visto personalmente l’uomo frequentare la donna durante il matrimonio e la stessa circostanza che il convenuto non dormisse in caserma perché priva di posti letto è smentita da una «certificazione che attesta l’esistenza di dormitori per il personale». La richiesta di addebito è formulata anche dal convenuto, secondo il quale i frequenti litigi avvenuti nell’ultimo periodo erano dipesi dalle difficoltà riscontrate dall’uomo di vivere nella casa concessa in comodato dai suoceri al punto da sentirsi a disagio e a spingerlo a trascorrere gran parte del tempo dopo il lavoro dai suoi genitori. Anche in tal caso, la richiesta di addebito del resistente non trova ingresso. Il collegio stabilisce la separazione senza addebito.