Impossibile assolvere per l’omesso mantenimento se l’onerato non prova l’incapacità ad adempiere

Sì al ricorso della ex moglie ai fini civili: «illogica» la motivazione dell’assoluzione sul rilievo che ai fini della responsabilità penale va data prova positiva, l’interpretazione viola l’articolo 570 Cp.

  Pubblicato in data 15-02-2018

Altro che assoluzione. Continua davanti al giudice civile nel grado di appello la causa contro l’ex marito accusato di non aver versato il mantenimento alla moglie separata e alla figlia minore. E ciò perché la sentenza favorevole all’imputato viola la norma incriminatrice ex articolo 570 Cp quando sostiene che deve essere data prova positiva della capacità di adempiere dell’obbligato ai fini della responsabilità penale, che comprende anche quella civile: è invece l’onerato a dover dimostrare la sua assoluta incapacità a provvedere. È quanto emerge dalla sentenza 5523/18, pubblicata il 6 febbraio dalla sesta sezione penale della Cassazione.

Interpretazione contraria
Il ricorso della ex moglie parte civile viene accolto contro le conclusioni del sostituto procuratore generale, che addirittura ne chiedeva l’inammissibilità. Trova ingresso la censura secondo cui la motivazione della sentenza pronunciata dalla Corte d’appello è viziata da manifesta illogicità: non risulta sopraggiunto alcun elemento probatorio per giustificare la riforma della pronuncia di primo grado. L’omesso versamento dell’assegno di mantenimento risale al periodo fra agosto 2015 e febbraio 2016. E l’assoluzione scatta perché non si può ritenere raggiunta la prova che l’onerato abbia lavorato dopo il 2014: non bastano - stando al giudice del gravame - le dichiarazioni della parte offesa, mentre non è dimostrata in capo all’onerato la disponibilità di denaro sufficiente per provvedere alle esigenze dei familiari. In realtà, spiegano gli “ermellini”, l’interpretazione va rovesciata perché va a carico dell’obbligato l’onere di provare la propria assoluta incapacità ad adempiere. E l’errore si ripercuote sulla ricostruzione dei fatti laddove è stata ricercata la prova della disponibilità di reddito. La parola passa al giudice civile competente per valore in secondo grado.