I genitori divorziano: il figlio resta iscritto alla scuola privata perché è nel suo interesse

Il padre voleva il trasferimento a un liceo pubblico in quanto ritiene il ragazzo «viziato», ma per le fragilità del figlio è sconsigliato un radicale mutamento di abitudini durante il corso di studi

  Pubblicato in data 04-04-2017

E scuola privata sia, con buona pace del padre. Anche se il minore, dice l’uomo, ha «atteggiamenti da ragazzino viziato». In caso di conflitto insolubile fra i genitori sulle scelte educative del figlio minore deve intervenire il giudice e la scuola pubblica resta l’opzione principale. Ma si può anche decidere di derogarvi se il minore risulta già iscritto a un istituto paritario e le fragilità caratteriali del giovane sconsigliano un mutamento così radicale durante il corso di studi. È quanto emerge da un recente decreto pubblicato dalla nona sezione civile del tribunale di Milano (presidente Laura Maria Cosmai, relatore Rosa Muscio).

Esigenze da tutelare
La questione è posta dal padre durante la causa di divorzio mentre in precedenza mamma e papà erano d’accordo sull’istruzione del minore. «Il mondo è un altro», sostiene ora il padre criticando la scelta dell’elitario e costoso istituto frequentato dal figlio, dove pure ha studiato egli stesso: l’uomo insiste per l’iscrizione a un liceo con indirizzo economico giuridico. Non si può però consentire un improvviso cambiamento delle prospettive di vita per il ragazzo senza che «gli siano offerti adeguati strumenti di riflessione ed aiuto per superare quelle criticità». Le fragilità del minore devono essere affrontate con interventi di supporto. E il giudice può consentire che il giovane continui a frequentare l’istituto privato quando la scuola pubblica non rappresenta una scelta nell’interesse del minore, ad esempio perché il ragazzo ha difficoltà di apprendimento o di inserimento con i coetanei oppure sussiste l’esigenza di coltivare studi in sintonia con la dotazione culturale o l’estrazione dei genitori. Spese di giudizio compensate fra le parti.