Genitori tenuti ad andare dallo psicologo anche se la Cassazione è contraria

  Pubblicato in data 05-06-2017

Ai genitori divorziati si prescrive la psicoterapia individuale e un percorso di sostegno per il fare il papà e la mamma in modo da salvare l’affido condiviso. È quanto emerge dalla sentenza 2083/17, pubblicata dalla prima sezione civile del tribunale di Roma (giudice Cecilia Pratesi), che ha assunto analoghi provvedimenti anche e soprattutto in fase di separazione. Il tutto anche se la Cassazione sentenza  13506/15 ha ricordato che solo la legge può imporre trattamenti sanitari e che dunque non può essere imposto, ad esempio, ai genitori immaturi di andare dallo “strizzacervelli” per imparare a gestire i figli. Si va invece consolidando l’orientamento dell’ufficio giudiziario della Capitale, il più grande d’Europa, che conosce e cita espressamente l’arresto della Suprema corte ma ritiene che la prescrizione del percorso presso lo specialista non costituisca una limitazione personale ma sia funzionale allo stesso interesse del genitore onerato nei casi di conflittualità della coppia che nuoce ai figli.

Senza coazione
Nella specie il minore non accetta che il padre abbia un figlio dalla nuova compagna. Forse è stata la madre a indurre il bambino a schierarsi contro l’altra donna, ma parte della responsabilità può essere dell’uomo, che non è in grado di integrare il figlio nella sua secondo famiglia. Risultato: i due ex coniugi devono ricorrere allo psicoterapeuta per farsi aiutare. E ciò benché la Suprema corte abbia sottolineato in illo tempore che «la prescrizione dell’ufficio giudiziario risulta caratterizzata da una finalità estranea al giudizio sull’affidamento del minore». Il tribunale romano, come in altre occasioni, chiarisce tuttavia che la prescrizione è «insuscettibile di coazione» e dunque non limita «l’autodeterminazione» degli interessati ma rappresenta piuttosto «un’indicazione» sotto forma di «onere» che soltanto la funzione di assicurare all’affido condiviso «la maggiore stabilità possibile».

Nessuna sanzione
Ma attenzione: la prescrizione nondimeno non può essere priva di conseguenze tanto che ai   servizi sociali è affidato il compito di vigilare sull’osservanza, come avvenuto in altre controversie. In questi casi il Tribunale romano sottolinea che la violazione della liberà personale va esclusa perché non sono previste conseguenze sanzionatorie individuali. Ma almeno in un caso è stato specificato che chi non si adegua rischia grosso, fino all’estrema misura della decadenza dalla   responsabilità genitoriale. Nella sentenza 2083/17, l’ultima in ordine di tempo, si spiega che la prescrizione terapeutica serve a tutelare il diritto del figlio a mantenere rapporti significativi con entrambi i genitori benché il nucleo familiare si sia disgregato. La Cassazione sostiene invece che «la maturazione personale dei genitori non può che restare affidata al loro diritto di autodeterminazione». In un’altra vicenda, poi, dal tribunale di Roma è stato prescritto ai genitori di assicurare il sostegno psicologico professionale al  minore che non accetta il fatto che la coppia si sia lasciata.