Divieto d’espatrio senza contraddittorio col genitore se il minore rischia di essere portato all’estero

Quando c’è il pericolo che il bambino sia esposto a esperienze destabilizzanti, il tribunale può adottare provvedimenti cautelari inaudita altera parte, limitando il diritto di visita

  Pubblicato in data 06-07-2015

Scatta il divieto d’espatrio senza contradditorio con il genitore quando il minore è a rischio “rapimento”. Il tribunale può ben emettere provvedimenti cautelariinaudita altera parte quando c’è il rischio che il bambino sia esposto a esperienze destabilizzanti, come ad esempio una fuga precipitosa all’estero. È quanto emerge da un recente decreto pubblicato il 24 aprile dalla nona sezione civile dal tribunale di Milano (presidente ed estensore Gloria Servetti).

Territorio circoscritto
È cautelare in senso lato il provvedimento esercitato dal giudice che teme la fuga in Tunisia del genitore, indagato, dopo l’arresto avvenuto nella casa dove vive con la famiglia creata fuori dal matrimonio. Si tratta di una vicenda che ha fatto rumore e c’è il fondato sospetto che il genitore, tornato libero, possa lasciare l’Italia alla volta del Paese maghrebino, portando con sé anche il minore, già affidato al Comune. Di fronte alle allegazioni dell’istante sussiste un’ipotesi di sottrazione del bambino. Ecco allora che il Tribunale può ordinare: il divieto di espatrio del minore e la consegna del passaporto del bambino all’ente affidatario (idem vale per ogni altro documento valido per varcare il confine). I servizi sociali del Comune dovranno informare del divieto di espatrio le autorità competenti. È regolamentato anche il diritto di visita che avverrà esclusivamente nel territorio di residenza del minore quest’ultimo e previo avviso all’ente affidatario oltre che al genitore collocatario, secondo tempi e modalità che dovranno essere individuati dai servizi incaricati e con l’accordo del collocatario, sospendendo la previsione di week end alternati.