Decidere l’affido e il mantenimento sta al giudice della città dove è la residenza abituale dei minori

Ai fini della competenza del tribunale è inutile che la madre abbia impedito ai figli di tornare a casa dopo le vacanze: si tratta di una «permanenza solo transitoria» frutto di una decisione unilaterale

  Pubblicato in data 21-08-2017

È il tribunale della città dove risiedono abitualmente i minori a decidere sulla responsabilità genitoriale e il mantenimento, non avendo rilievo, la permanenza «transitoria» dei piccoli in un’altra città. Lo ha sancito la Cassazione con l’ordinanza 17969/17, pubblicata il 20 luglio dalla sesta sezione civile.
La Corte di legittimità decide su una questione di competenza territoriale e rigetta il ricorso di una donna che citava in giudizio il padre dei suoi due figli perché fosse regolamentato l’esercizio della responsabilità genitoriale e il mantenimento dei minori. Il tribunale capitolino adito dichiarava la sua incompetenza in favore del giudice di Cagliari perché era in quest’ultima città che risiedevano abitualmente i figli della coppia e non nella città eterna, meta delle vacanze estive dei piccoli, sebbene, per una decisione unilaterale della ricorrente, non fecero più ritorno nel capoluogo sardo a causa della crisi del rapporto con il padre. Proposto ricorso, la Cassazione decide per il rigetto. La ricorrente non smentisce la circostanza su cui la Corte d’appello ha correttamente basato l’accertamento della residenza abituale dei minori e della «loro permanenza solo transitoria in Roma, ossia che si trovavano in quest’ultima città, alla data della domanda, solo a causa dell’omissione, per decisione unilaterale della madre, del programmato rientro a Cagliari dalle vacanze estive; mentre non rilevano le dedotte ragioni di tale decisione (il comportamento persecutorio e violento del coniuge), né le visite pediatriche cui i minori erano stati sottoposti a Roma».