Danni da vaccino, come ottenere il risarcimento e l'indennizzo

  Pubblicato in data 09-06-2015

Al fine di ottenere il risarcimento (il termine esatto è “indennizzo”) per i danni provocati da vaccino, nella (probabile) ipotesi in cui il Ministero della Salute non decida “spontaneamente” di pagare l’indennizzo occorre agire in giudizio contro lo stesso Ministero e provare il nesso di causalità tra il vaccino e la malattia, provando che questa è conseguenza del primo.
La possibilità di ottenere l’indennizzo è espressamente prevista dalla Legge 210/1992, la quale infatti prevede l’indennizzo a seguito di effetti collaterali derivanti da vaccini.
Come prima cosa da fare nel caso in cui si ritiene di aver subito dei danni,occorre espletare l’iter amministrativo previsto dalla legge.
In particolare, si deve presentare domanda di indennizzo di cui alla Legge n. 210/1992 tramite la locale “A.S.L.” alla Commissione Medico Ospedaliera (“C.M.O.”) del Dipartimento di Medicina legale di Roma.
In caso di rigetto della richiesta, si deve presentare al Ministero della Salute ricorso gerarchico ai sensi dell’articolo 5 della Legge 210/1992 avverso il provvedimento di diniego. Ovviamente in tali domande si deve specificare che prima del vaccino la persona era sana e che nel caso specifico non vi sono state delle cause o concause che possono aver determinato l’insorgenza dello stato di malattia. E’ opportuno allegare delle relazioni di medici e di esperti che testimonino che prima del trattamento la persona era sana e che escludano l’esistenza di concause.
In caso di rigetto delle domande azionate in via amministrativa è necessario agire in via giudiziaria contro il Ministero della Salute quale soggetto legittimato passivamente.
Ai fini risarcitori, nessuna importanza riveste il fatto che la vaccinazione cui la persona si è sottoposta fosse “obbligatoria” o solamente “raccomandata”, potendo l’indennizzo operare in entrambi i casi. A questa conclusione si perviene per effetto della Sentenza n. 107 del 26.04.2012 della Corte Costituzionale, la quale ha affermato che “È costituzionalmente illegittimo l’articolo 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), nella parte in cui non prevede il diritto ad un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro i quali abbiano subìto le conseguenze previste dallo stesso articolo 1, comma 1, a seguito di vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia. Infatti, in un contesto sociale di irrinunciabile solidarietà, tutti coloro che si sono uniformati ai comportamenti diretti alla protezione della salute pubblica, imposti o anche solo sollecitati dalla collettività, tramite gli organi competenti, devono essere garantiti dalla previsione di una misura indennitaria, destinata a compensare il sacrificio individuale ritenuto corrispondente a un vantaggio collettivo, nel caso in cui subiscano conseguenze pregiudizievoli per la loro salute”. Da ciò deriva dunque che l’indennizzo opera anche per le vaccinazioni non obbligatorie.