Con o senza sindrome Pas affido condiviso perché un genitore deve cooperare con l’altro per i figli

Inutile insistere sull’invalidità scientifica della sindrome di alienazione parentale: la madre che vive in simbiosi coi minori ha l’obbligo giuridico di consentire al padre di svolgere la sua funzione

  Pubblicato in data 19-10-2017

Pas o non Pas non conta: dopo la separazione il coniuge collocatario dei minori ha «l’obbligo morale di consentire all’altro di assumersi le sue responsabilità di genitore nell’ambito dell’affido condiviso ed è dunque inutile insistere sull’invalidità scientifica della sindrome di alienazione parentale, che pure risulta rilevata dal ctu. La madre che vive un rapporto di simbiosi coi figli ha il dovere di cooperare col padre nell’interesse superiore dei minori: fra i requisiti dell’adeguatezza di un genitore, infatti, c’è anche la capacità di preservare il rapporto parentale dell’altro col figlio. È quanto emerge dalla sentenza 22744/17, pubblicata il 28 settembre dalla sesta sezione civile della Cassazione.

Relazioni fisiologiche
Bocciato il ricorso della donna dopo che la Corte d’appello ha disposto l’affido condiviso dei figli e incontri protetti fra i minori e il padre per l’asserito rifiuto dei ragazzi: il monitoraggio dei servizi sociali si è reso necessario per consentire all’uomo di recuperare il rapporto con i due teenager; in particolare uno dei due, che si sente in pericolo senza ragione quando c’è il padre e ha reazioni isteriche tipiche della sindrome Pas: ci sarebbe quindi lo zampino della madre che ha messo i figli contro il padre. Ma al di là dell’attendibilità scientifica delle tesi sull’alienazione parentale, conta l’obbligo non solo morale di consentire all’uomo relazioni fisiologiche con i figli: i genitori hanno il dovere di cooperare nell’assistenza, nell’educazione e nell’istruzione dei minori, che hanno diritto a salde relazioni affettive con entrambi. Il giudice, nel decidere sul futuro dei figli, valuta dal canto suo le capacità dei genitori di crescere ed educare i minori, considerandone le potenzialità di affetto, comprensione e disponibilità. L’unico motivo nella specie accolto è sulle spese di giudizio.