Ascolto del minore in incidente probatorio

  Pubblicato in data 04-11-2015

È violato il diritto di difesa dell’imputato che contesta l’attendibilità delle dichiarazioni rese dai minori parti offese nell’incidente probatorio se non è ammessa la consulenza psicologica della difesa sulle modalità di audizione e la sentenza non motiva in proposito: si configura il vizio dal momento che i giudici non si pongono in condizioni di conoscere i rilievi metodologici acquisendoli nelle forme proposte dalla difesa e dunque è escluso che possano sviluppare argomentazioni compiute al riguardo. È quanto emerge dalla sentenza 44419/15, pubblicata il 3 novembre dalla sesta sezione penale della Cassazione. 

Memoria e valutazione
Il ricorso dell’imputato è accolto contro le conclusioni del sostituto procuratore generale che chiedeva addirittura l’inammissibilità. Per l’imputato è caduta l’accusa di atti sessuali con minorenni ma resta la condanna a un anno per maltrattamenti sui figli. La tesi della difesa, tuttavia, è che i piccoli siano manipolati dalla madre. E si contestano le modalità con cui il consulente del pubblico ministero procede nel sentire i minori, con metodi non corrispondenti ai canoni indicati nella letteratura scientifica: i colloqui, peraltro, sono registrati in audio e non in video. La consulenza psicologica della difesa non è ammessa dal Gup e la Corte di appello boccia il motivo di gravame ad hoc. E ciò sul rilievo che non determina nullità l’inosservanza dei metodi suggeriti da linee-guida approvate dalla comunità scientifica o di metodi ritenuti idonei (vedi Carta di Noto). In realtà le parti e la difesa possono presentare al giudice memorie scritte in ogni stato e grado del procedimento. E l’omessa valutazione di una memoria determina una nullità di ordine generale ex articolo 178, primo comma, lettera c) Cpp: impedisce infatti all’imputato di intervenire concretamente nel processo di ricostruzione e valutazione effettuato dal giudice rispetto al fatto-reato.

Congruità e correttezza
L’omissione non vale come causa di nullità del provvedimento impugnato ma può influire su congruità e correttezza della motivazione. Esattamente come avviene nel caso di specie: l’imputato assume che le dichiarazioni contro di lui sono state acquisite in contrasto con le metodologie scientifiche da utilizzare nelle audizioni dei minori, mentre il giudice ha l’onere di motivare sul perché le ritiene comunque attendibili. Troppo sbrigativa sul punto la Corte d’appello che non si sofferma sulla metodologia seguita per sentire i piccoli nell’incidente probatorio. Parola al giudice del rinvio.