Anche il padre ha diritto al risarcimento per la nascita indesiderata

Asl condannata a titolo di responsabilità contrattuale. L’uomo incassa il ristoro relativo ai doveri di mantenimento.

  Pubblicato in data 16-02-2018

Non solo la mamma ma anche il papà dev’essere risarcito per la nascita indesiderata del bambino dovuta a un errore del medico. L’uomo incassa pure il ristoro relativo ai doveri di mantenimento.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 2675 del 5 febbraio 2018, ha accolto il ricorso di un uomo che, insieme alla moglie, aveva avuto una bimba per l’erronea esecuzione dell’intervento di raschiamento uterino cui era stata sottoposta la partner senza successo.

A spingere la coppia all’intervento l’età avanzata, un altro figlio e problemi di lavoro che avevano costretto lei a lasciare la sua occupazione e lui a strasferirsi cercando un’altra attività.

Insomma, tutta la loro vita era stata sconvolta dall’evento provocando pregiudizi tanto sul piano morale quanto su quello materiale.

La tesi di lui non aveva convinto i giudici di merito che avevano respinto tutte le istanze. La terza sezione della Suprema corte ha invece ribaltato il verdetto.

In particolare ad avviso degli Ermellini, «in tema di responsabilità del medico per erronea diagnosi concernente il feto e conseguente nascita indesiderata, il risarcimento dei danni che costituiscono conseguenza immediata e diretta dell'inadempimento della struttura sanitaria all'obbligazione di natura contrattuale spetta non solo alla madre ma anche al padre, atteso il complesso di diritti e doveri che, secondo l'ordinamento, si incentrano sulla procreazione cosciente e responsabile, considerando che, agli effetti negativi della condotta del medico ed alla responsabilità della struttura in cui egli opera, non può ritenersi estraneo il padre, il quale deve, perciò, considerarsi tra i soggetti "protetti" e, quindi, tra coloro rispetto ai quali la prestazione mancata o inesatta è qualificabile come inadempimento, con il correlato diritto al risarcimento dei conseguenti danni, immediati e diretti, fra i quali deve ricomprendersi il pregiudizio di carattere patrimoniale derivante dai doveri di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli».