Affido esclusivo alla madre se il figlio dichiara di non voler stare con il padre

Confermata la decisione della Corte d’Appello: no alla bigenitorialità per la tredicenne che non ha mai frequentato assiduamente l'uomo

  Pubblicato in data 21-08-2017

Le dichiarazioni dei minori nell’ambito del giudizio di separazione o divorzio acquistano un peso sempre maggiore. Dev’essere infatti affidato esclusivamente alla madre il ragazzino, in questo caso una tredicenne, che dichiara di non aver mai frequentato il padre con assiduità, di non conoscerlo bene e quindi di non volerci stare.

A questa severa conclusione, senz’altro destinata a far discutere, è giunta la Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 18734 del 27 luglio 2017, ha respinto il ricorso di un uomo che si opponeva all’affidamento esclusivo della figlia adolescente alla madre.

In particolare la ragazzina aveva dichiarato di non voler «incontrare» il padre perché non lo aveva mai frequentato. Era infatti nata dopo l’inizio della separazione.

Per tutelare i suo interessi, dunque, la Corte d’Appello di Caltanissetta aveva deciso di escludere la bi genitorialità, ora Piazza Cavour ha reso definitivo il verdetto.

Sul punto gli Ermellini hanno infatti motivato che giustamente i magistrati siciliani hanno valutato — soprattutto alla stregua delle dichiarazioni della minore e, in via residuale, sulla base della assenza di rapporti padre-figlia — che l'affido condiviso possa arrecare pregiudizio all'interesse della minore stessa, tenuto conto anche della sua età e capacità di discernimento.

Tali due elementi sono stati ritenuti, con giudizio insindacabile, assorbenti rispetto alle capacità genitoriali del ricorrente, peraltro non messe in dubbio dal regime dell'affidamento disposto, in quanto non limitativo della titolarità della responsabilità genitoriale.