Addebito escluso se tra i coniugi c’è forte incompatibilità

La disfunzionalità fra le parti, che si riflette nel ruolo di genitori, risulta tale da impedire che il fallimento del matrimonio venga imputato all’uno o all’altro e rende superfluo l’accertamento

  Pubblicato in data 16-10-2017

I contrasti di personalità e i diversi valori e stili educativi della coppia portano a escludere l’addebito della separazione a carico di entrambi coniugi. Lo ha sancito la Corte di appello di Roma che, con la sentenza 1927/17, pubblicata dalla sezione famiglia, rigetta gli appelli di entrambi i coniugi sull’addebito della separazione.
Al centro della vicenda la crisi di una coppia e le rispettive richieste in sede di separazione. Il tribunale rigettava entrambe le domande perché, sulla base di elementi emersi dall’accertamento tecnico, era emersa «un’incompatibilità di personalità» così elevata da impedire l’imputabilità del fallimento del matrimonio a singoli comportamenti dell’uno o dell’altro coniuge e così da rendere «inutile» un’attività istruttoria di approfondimento delle rispettive imputazioni quali causa della separazione. L’accertamento espletato ha fatto emergere una «disfunzionalità genitoriale parallela alla disfunzionalità coniugale», la prima quale «specchio e terreno di esplicazione ed esasperazione della seconda e quest’ultima derivante da profili di personalità e di riferimenti educativi del tutto opposti in relazione a molteplici aspetti, anche i più intimi, della sfera personale di vita».
In buona sostanza, lei accusava il marito per i rigidi sistemi educativi, i comportamenti contrari a igiene e decenza, causa di stati di agitazione e di malessere psicologico non solo suoi ma anche delle figlie; lui, invece, riteneva che la coniuge fosse venuta meno agli «adempimenti morali e materiali» per non avere seguito il coniuge nei trasferimenti per ragioni di lavoro, per avere seguito le convinzioni dettate dalla famiglia di origine e per essersi sottratta ai doveri coniugali.
Tali elementi acquistano una «valenza esemplificatrice della predetta disfunzionalità coniugale», quali inequivocabili sintomi del contrasto di personalità e di valori e stili educativi presenti sin dall’origine della relazione di coppia che mai si era integrata e che trova conferma nella ricostruzione dei fatti emersa in sede di consulenza direttamente dalle affermazioni di entrambi i coniugi. Il tribunale - conclude la Corte di appello - ha correttamente ritenuto superflua un’ulteriore attività istruttoria in merito ai singoli comportamenti dei coniugi.